Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Lanceslao Ungaro, sacerdote francescano (†1445), beato

Di sangue reale ungherese, fu uomo di grande virtù e santità. Preso l’abito di frate minore si diede con fervore all’acquisto della perfezione. Si trasferì in Italia, in Toscana, per vivere con più intensità e radicalità lo spirito francescano. Fu chiamato da san Bernardino a Milano, dove fu guardiano del convento di S. Angelo, in particolare durante la peste che afflisse la città, quando morirono anche più di un frate del convento. Al termine del suo servizio se ne tornò in Toscana, nel convento di Scarlino, dove morì.
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Messaggero di Sant'Antonio