Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Cecilia Coppoli, clarissa (1426-1500), beata

Originaria di Perugia, figlia di un influente politico due volte senatore a Roma nonché podestà a Firenze e a Bologna, fu battezzata col nome di Elena. Dotata anche di una notevole cultura umanistica, benché già promessa sposa, nel 1442 decise di fuggire a cavallo fino a Foligno, dove entrò tra le clarisse nel monastero di S. Lucia, dove assunse il nome di Cecilia. Contribuì a riportare ad un a più stretta osservanza della Regola questa comunità, e per lo stesso motivo papa Niccolò V la inviò con altre consorelle a riformare il monastero di S. Maria di Monteluce a Perugia. Fu abbadessa di quest’ultimo monastero, prima di tornare definitivamente a Foligno dove fu pure nominata abbadessa. Qui la raggiunse anche la mamma Leonarda. Nel 1475 fu nuovamente destinata a riformare un altro monastero clariano, quello di S. Chiara in Urbino. Morì a Foligno il 2 gennaio 1500.
GennaioFebbraio

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Messaggero di Sant'Antonio