Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Guido da Cortona, sacerdote francescano (1190 c.-1250), beato

Guido da Cortona nel 1211 incontra Francesco d’Assisi e decide di seguirlo. Venduto ogni suo bene, si fa animatore di una comunità di frati minori, presto popolata da molti giovani, attratti dalla vita francescana che Guido impersona in modo mirabile. È dotato di una buona cultura, per questo viene ordinato sacerdote, ma continua a stare tra i confratelli in umiltà e in spirito di servizio. I cortonesi, che lo amano molto, gli attribuiscono fatti prodigiosi, che testimoniano la benevolenza di Dio per quest’uomo dalla vita limpida, ricca di opere buone e di grande fede. Guido muore a sessant’anni, confortato da una «visita» del Serafico suo Padre, Francesco, morto una ventina d’anni prima.
GiugnoMaggioLuglio

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Messaggero di Sant'Antonio