Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Francesco Aregazzi, vescovo francescano (1375-1437), beato

Originario di Cremona, entrò nell’Ordine dei frati minori conventuali, divenendo custode della provincia di Bologna e Parma. Insigne teologo, letterato e oratore, fu eletto vescovo di Bergamo da Bonifacio IX, a soli 28 anni d’età, nel 1403. Si preoccupò di pacificare le due fazioni dei guelfi e dei ghibellini che imperversavano violentemente in città e in tutto il territorio bergamasco. Accolse nella sua diocesi san Bernardino da Siena e favorì la costruzione di un convento per i frati dell’osservanza (S. Maria delle Grazie). Partecipò al concilio di Basilea (1437) e, mentre si preparava a recarsi a Ferrara per quel concilio che avrebbe dovuto rappacificare chiesa latina e chiesa greca, morì improvvisamente a Bergamo, dove è sepolto nella chiesa di S. Francesco.
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Messaggero di Sant'Antonio