Il Santorale Francescano
La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…
Benvenuto Scotivoli da Osimo, vescovo francescano (?-1282), santo

Non si conosce l’anno di nascita di Benvenuto, solo il luogo, la città di Ancona. Di nobile famiglia, studia diritto a Bologna con Silvestro Gussolino, canonico di Osimo. Molto stimato da papa Urbano IV, intraprende la carriera ecclesiastica che lo porta alla nomina nel 1263 di amministratore e poi di vescovo di Osimo, concludendo un periodo di tumulti e ribellioni della diocesi marchigiana. L’anno successivo è anche governatore civile della Marca di Ancona. Attratto dalla spiritualità francescana, prima di essere consacrato vescovo, indossa l’abito dell’Ordine per poi incarnarne lo slancio riformatore, prendendo una serie di provvedimenti miranti soprattutto a liberare la Chiesa dai lacci del possesso di beni e da altri abusi. Per dare l’esempio, si libera anche dei suoi beni, che distribuisce ai poveri. Riforma anche il capitolo della sua cattedrale. All’energia affianca la misericordia togliendo il gran numero di scomuniche comminate dai suoi predecessori spesso per motivi assai poco spirituali. Molto amato e stimato, ma anche avversato e perseguitato da chi non accetta le sue riforma, conclude la sua ricca e santa esperienza terrena il 22 marzo 1282.