Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Tommaso Abbruzzese, sacerdote francescano (†1460), beato

Originario degli Abruzzi, entrò giovincello nella riforma francescana di Angelo Clareno a Roma, per poi passare definitivamente tra i minori osservanti. Tornato in patria, fondò, assieme a fra Giovani da Stroncone, il convento di Penne, finché non fu inviato come missionario in Corsica, da cui tornò dopo poco definitivamente in Abruzzo. Fu ammirato per la semplicità e lo spirito di preghiera: era capace di pregare in qualsiasi posto, in cappella come nel folto del bosco, e molte volte fu visto in questi momenti alzarsi quasi in volo. Anche da anziano, ormai impossibilitato a muoversi autonomamente, si faceva accompagnare dai frati nel bosco o nell’orto, e si faceva lasciare lì da solo a pregare.
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Messaggero di Sant'Antonio