Il Santorale Francescano
La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…
Iolanda di Polonia, regina e clarissa (1235-1298), beata

La beata principessa Iolanda, figlia del re Bela IV di Ungheria, nacque nel 1235. Le sue due sorelle, decisamente più famose, furono Santa Margherita d’Ungheria e Santa Kinga (Cunegonda). Loro zia fu Santa Elisabetta d’Ungheria, langravia di Turingia e terziaria francescana. Terziario era del resto anche il padre, Bela IV. Ancora in tenera età Iolanda venne affidata alla sorella Cunegonda dalla quale ricevette la sua formazione cristiana. Sposò Boleslao il Pio. Si fece anch’essa terziaria francescana ed unì ai doveri di sposa e madre l’esercizio della carità, concretizzandolo nell’assistenza ai poveri ed agli infermi. Nel 1279 Iolanda restò vedova. Delle sue tre figlie, riuscì a combinare dei felici matrimoni per due di esse, mentre la terza, attratta dalla vita religiosa, si ritirò presso il modesto convento delle clarisse di Sandeck, dove si era già ritirata la zia Cunegonda, anch’essa rimasta precocemente vedova. In seguito la raggiunse anche la madre Iolanda, distinguendosi per la sua profonda umiltà. Nel 1292, quando Cunegonda morì, Iolanda lasciò quel monastero e si rifugiò più ad occidente nel convento delle clarisse di Gniezno, fondato dal marito, dove fu eletta badessa. Qui, nel 1299, Iolanda morì nell’umiltà che l’aveva sempre contraddistinta.