Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Petronilla da Troyes, clarissa (1300-1355), beata

Petronilla, discendente dei duchi di Troyes, nasce atorno al 1300. È giovanissima quando rinuncia al brillante futuro che le sue nobili origini le consentono, per consacrarsi a Dio nel monastero delle Clarisse di Provins (Ile de France), dove conduce una vita di umiltà e di rinunce, diventando modello di virtù per le consorelle. Fonda un nuovo monastero a Moncel e, in seguito, quelli di Longchamps e di Lourcine, di cui è  badessa per otto anni, governando con prudenza e sollecitudine materna. Sul suo esempio, tante figlie di nobili famiglie francesi indossano il povero saio di santa Chiara. Sempre dedita alla preghiera e alla contemplazione, muore a Moncel il 1° maggio 1355.
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Messaggero di Sant'Antonio