Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Giuseppe Cafasso, sacerdote e francescano secolare (1811-1860), santo

Giuseppe Cafasso, straordinario prete, appartiene a quella generazione di uomini santi che hanno scritto pagine luminosissime nella storia della pietà e della carità cristiana nel secolo XIX in Piemonte. Di salute fragile, ma tenace e volitivo, tiene per molti anni la cattedra di teologia morale nel seminario torinese, formando generazioni di sacerdoti. Confessore ricercato e attivo nella carità, si distingue in modo particolare per la sua presenza nelle carceri cittadine, dove profonde tanto zelo e tanta passione da venire chiamato «il prete della forca». Nessun condannato a morte, infatti, sale al patibolo senza essere da lui accompagnato, senza deporre un ultimo bacio sul crocifisso che egli gli porge. Aiuta moralmente e materialmente don Bosco, che lo definisce «modello di vita sacerdotale». Chiude la sua intensa esperienza terrena nel 1860.
GiugnoMaggioLuglio

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Messaggero di Sant'Antonio