Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Gaetano La Lomia, sacerdote francescano (1831-1905), servo di Dio

Nato a Canicattì (Agrigento) il 3 marzo 1831, vestì l’abito dei cappuccini nel 1852, nel convento di Agrigento, prendendo il nome di fra Gioacchino da Canicattì. Nel 1846 partì come missionario per il Brasile, dapprima come cappellano militare, quindi tra gli indios negli Stati di Minas Gerais e di Rio de Puaja. Fu da loro amato come maestro e amico: un vero e proprio villaggio sorse grazie a lui, dove gli indios impararono a coltivare la terra e a costruire case. Dopo 12 anni di intensa attività apostolica in zone impervie e inospitali, si rovinò seriamente la salute, per cui fu richiamato in patria. In Sicilia riprese la sua attività con assidua predicazione, corsi di esercizi spirituali e missioni popolari. Morì santamente nel convento di Canicattì il 30 luglio 1905.
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Messaggero di Sant'Antonio