Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Nicola Molinari, vescovo francescano (1707-1792), venerabile

Nacque a Lagonegro (Potenza) il 10 marzo 1707. A dodici anni ebbe la ventura di ascoltare il cappuccino b. Angelo d’Acri, che gli predisse: «Sarai cappuccino, mio avvocato e pastore d’anime». Indossò il saio cappuccino nel convento di Marsico Nuovo nel 1735. Dopo un’esperienza come maestro dei novizi, percorse infine a piedi quasi tutta l’Italia come predicatore ricercatissimo. Dopo essere stato postulatore della causa di beatificazione di Angelo d’Acri, come gli era stato predetto, fu nominato vescovo di Scala e Ravello nel 1778, e successivamente nella sede vescovile di Bovino (Foggia), dove si prodigò con fervore alla riorganizzazione anche spirituale della diocesi. Morì il 18 gennaio 1792 a Bovino.
GennaioFebbraio

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Messaggero di Sant'Antonio