Il Santorale Francescano
La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…
Francesco Piani da Caldarola, sacerdote francescano (1430 c.-1507), beato

Affascinato dall’ideale francescano, entra nell’Ordine dei frati minori, distinguendosi subito per la profonda dottrina, la capacità di trasmetterla agli altri e l’attenzione ai problemi spirituali e materiali delle persone, in particolare di chi incappa nelle spire soffocanti dell’usura. Tutto questo lo porta a diventare un fervente predicatore di pace e di bene specie nelle contrade della sua regione, insanguinate da lotte violente. E ottiene buoni risultati perché di giorno predica per poi passare la notte in preghiera. La lotta contro l’usura lo pone al fianco di fra Bernardino da Feltre, come prezioso collaboratore nella creazione dei Monti di Pietà. A lui si deve l’istituzione della confraternita di Santa Maria del Monte, alla quale il municipio affida in seguito la gestione dell’ospedale e l’amministrazione del Monte di Pietà. Muore il 12 settembre 1507, nel convento di Colfano (MC), dove ha trascorso la gran parte della sua vita religiosa.
