Il Santorale Francescano
La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…
Raimondo Lullo, religioso francescano (1235-1316), beato

Nato a Maiorca (isola al largo della Spagna) nel 1235, Raimondo ha tutto dalla vita: nobile e ricca famiglia, educazione raffinata, l’amicizia del secondogenito del re d’Aragona, don Giacomo. Si sposa e ha due figli. Intorno ai trent’anni, lascia tutto, ricchezza e onori, per indossare il rattoppato saio dei seguaci di Francesco d’Assisi. Si dedica allora allo studio e ai viaggi per far conoscere e diffondere il cristianesimo, soprattutto tra i musulmani. Fonda una Scuola, dove si insegna l’arabo ai francescani che intendono andare missionari tra i musulmani. Sulla formazione missionaria scrive anche vari trattati, che gli valgono il titolo di «dottore illuminato». Raggiunge poi lui stesso il Medio Oriente per tentare di far ritornare sotto lo stesso ovile cristiani separati d’Oriente e d’Occidente. Nel Nord Africa predica, tra enormi difficoltà e inside, il Vangelo di Cristo ai seguaci di Maometto. Conclude la sua vita intensa di studio e apostolato nel 1316, tornando dall’Africa, e viene sepolto con grandi onori a Maiorca.