Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

I tre santi ladroni di Montecasale (sec. XIII)

Per antica tradizione, in questo giorno venivano ricordati i tre terribili ladroni di Montecasale, presso Sansepolcro (Arezzo). Vivevano questi nei pressi dell’eremo dei frati, dai quali vennero in malo modo un giorno cacciati via mentre chiedevano un boccone di pane. San Francesco insegnò invece ai suoi frati come convertire questi ladroni piuttosto con la carità e l’accoglienza. I frati avrebbero infatti cercato i briganti nel bosco, chiamandoli «fratelli ladroni», quindi avrebbero loro offerto un’adeguata merenda. Ripetuto più volte questo servizio, prendendo letteralmente per la gola i ladroni, avrebbero infine proposto loro di cambiare vita e convertirsi. Cosa che puntualmente avvenne: i tre ladroni si fecero frati e vissero santamente all’eremo dei frati, dove ancora oggi si mostrano i teschi di due di loro.
AgostoLuglioSettembre

Registrati
Esegui Login
Messaggero di Sant'Antonio