Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Egidio Di Bello, religioso francescano (1443-1518), beato

Bernardino (Egidio, quando si fa frate) nasce intorno al 1443 a Laurenzana, nel Potentino. Modeste le condizioni della sua famiglia, tanto che, ancor piccolo, deve lavorare nei campi. Manifesta un’assai viva inclinazione alla preghiera, cui dedica gran parte del suo tempo, ritirandosi spesso nella chiesa del convento dei francescani osservanti di Laurenzana, nelle cui file chiede poi di essere accolto come religioso non sacerdote. Indossato il saio, si distingue subito per la fedeltà alla Regola, la vita austera e mortificata e l’assiduità alla preghiera. Amante del silenzio e del raccoglimento, ama ritirarsi in una grotta situata nell’orto del convento. L’eco della sua vita santa oltrepassa le mura del convento, ed è crescente il numero delle persone, anche importanti, che si rivolgono a lui per avere il conforto della preghiera e il lume del suo consiglio. Ritorna serenamente alla casa del Padre il 10 gennaio 1518.
GennaioFebbraio

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Messaggero di Sant'Antonio