Il Santorale Francescano
La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…
Cunegonda, clarissa (1224-1292), santa

Cunegonda, Kinga per i polacchi, vede la luce nel 1224 ed è figlia di Bel IV, re di Ungheria e sorella maggiore di Jolanda, anche lei donna di Dio. A sedici anni va in sposa a Boleslao, principe di Cracovia. Con lui, detto il Pudico, vive la vita matrimoniale mantenendosi in perfetta castità. Si dedica a migliorare le condizioni di vita del suo popolo. Lo fa con amore e con ardite iniziative nelle quali impegna le personali risorse economiche. Si impegna anche a mettere pace tra i sempre turbolenti principi polacchi. Innamorata del francescanesimo, ne vive lo spirito con slancio e convinzione. Alla morte del marito, si fa monaca clarissa nel monastero di Saray Sacz da lei stesso fondato e del quale è per molti anni abbadessa, sempre al servizio amorevole delle consorelle, dei poveri e degli ammalati. Donna di grande fede, di intensa preghiera, lascia questo mondo il 24 luglio 1292, rimpianta e venerata da tutto il popolo polacco, che la sceglierà in seguito come patrona.