Il Santorale Francescano
La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…
Maria Masià Ferragut e compagne, clarisse e martiri (†1936), beate

I tempi moderni hanno provocato più martiri tra i cristiani delle persecuzioni di Nerone e colleghi. Ne sono prova, oltre alle quasi quotidiane vittime delle furie islamiste, quelle cadute durante la guerra civile spagnola, in prevalenza sacerdoti, religiosi e suore. Solo a Valencia nel 1936 ne sono stati uccisi 233. Cinquanta di essi, tra frati e suore, appartengono alla famiglia francescana: cinque clarisse cappuccine, dodici frati minori cappuccini, diciannove terziari francescani, una cooperatrice laica, tre terziarie cappuccine e sei frati minori conventuali. Delle clarisse cappuccine del monastero di Agullent tre appartengono alla stessa famiglia Masià Ferragut: sono Maria di Gesù, Maria Veronica e la loro mamma Maria Teresa, uccise assieme ad altre consorelle, come Isabel Calduch Rovira e Maria Milagros Ortells Gimeno, del monastero di Valencia. Fedeli alla loro scelta radicale di consacrazione a Dio della loro vita, vivono il martirio come testimonianza massima di amore e di fede.