Il Santorale Francescano
La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…
Giuliano Martinet di sant’Agostino, religioso francescano (1550-1606), beato

L’umile frate francescano spagnolo, noto per le straordinarie penitenze e doni mistici, nasce nel 1550 a Medinaceli nella Vecchia Castiglia. Giovanissimo, entra nel convento francescano di Nostra Signora di Salceda. Ci rimane poco. Scambiato per un esaltato a causa delle estenuanti penitenze, è invitato a tornarsene a casa. Giuliano non si rassegna e bussa nuovamente alla porta del convento. Rimesso alla prova, alla fine è ammesso alla professione solenne come fratello laico. Un miracolo, per lui, per il quale si sdebita con il Signore profondendosi in ancor più dure mortificazioni e in prolungate veglie di preghiera. Trasferito al convento di Alcalá, si dedica alla cura dei malati e all’assistenza dei poveri, senza trascurare la vita interiore, che vive a gradi di intensità tali da sfociare in fenomeni mistici: i confratelli lo scoprono spesso in estasi, sollevato da terra o prostrato in adorazione per l’intera notte. Dio gratifica l’umile servo con il dono della profezia e di una scienza umanamente non acquisita e altre meraviglie, come parlare con gli animali e influire sugli elementi naturali. Muore ad Alcalá l’8 aprile 1606.