Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Serafino da Montegranaro, religioso francescano (1540-1604), santo

Serafino è marchigiano, di Montegranaro, dove viene alla luce nel 1540. Semianalfabeta, fa il contadino e il muratore, prima di approdare nel convento dei cappuccini di Ascoli Piceno. Trascorre qui l’intera sua vita, adattandosi ai lavori più umili in casa e nell’orto. Il suo motto è: «La via per andare in su è quella di scendere in giù». Semplice e senza cultura, ha il dono di saper dialogare con la gente, trovando per tutti la parola giusta, condita dalla sapienza divina, che gli viene dal costante colloquio nella preghiera. Muore, apprezzato dai confratelli e compianto dai paesani, nel 1604.
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Messaggero di Sant'Antonio