Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Lucchese da Poggibonsi e Buonadonna, sposi e francescani secolari (†1260), beati

Senese di Poggibonsi, Lucchese nasce nel 1181, lo stesso anno di Francesco d’Assisi. Da giovane si arruola nelle file dei combattenti al soldo del partito guelfo. In seguito, accantonate le armi, sposa Bona Segni e si dedica al commercio di granaglie e al proficuo mestiere dl cambiavalute, lucrando sui pellegrini che percorrendo la via Francigena, sono diretti a Roma. Poi, nell’ottobre 1212, messo in crisi da una predica di san Francesco ascoltata in San Gimignano, decide di cambiare vita, di convertirsi. Lui vorrebbe farsi frate, e la moglie entrare tra le clarisse a S. Damiano, ma Francesco li rimanda alla propria vita di laici. Eccolo, allora, risarcire quanti ha ridotto in povertà con i suoi traffici truffaldini, fare penitenza, porsi al servizio dei frati e, infine, donare tutto ai poveri e trasformare, assieme alla moglie Bona, la casa in ospedale. Nel 1221 Francesco dona alla coppia di sposi l’abito della Penitenza, istituendo così l’Ordine francescano secolare. Muoiono lo stesso giorno, il 28 aprile 1260.
AprileMarzoMaggio

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Messaggero di Sant'Antonio