Il Santorale Francescano
La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…
Giuseppe Hernandez Cisneros, francescano secolare (1864-1919), servo di Dio

Nato a Isnotù (Venezuela), rimasto presto orfano di madre, studiò con notevole profitto all’Università di Caracas, dove nel 1888 conseguì la laurea in medicina con pieni voti. Anche per questo motivo venne mandato per due anni a perfezionare i suoi studi in Europa, a Parigi e a Berlino. Ritornato in Venezuela, a 27 anni cominciò la carriera di insegnamento universitario (istituì le cattedre di istologia normale e patologica, fisiologia sperimentale e batteriologia). Professava apertamente la sua fede cristiana: ogni giorno partecipava alla s. messa e si faceva il segno di croce prima di iniziare le lezioni. Rinunciato al sogno di diventare sacerdote (per questo aveva trascorso a Roma, nel 1913, un periodo di studio e discernimento), svolse la sua professione di medico in modo particolare privilegiando i più poveri, dai quali non solo non pretendeva compensi, ma spesso dava loro i soldi per le medicine. Tant’è che la gente lo chiamava “il medico dei poveri”. Morì tragicamente il 29 giugno 1919, investito da un’automobile.