Il Santorale Francescano
La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…
Franz Jägerstätter, francescano secolare e martire (1907-1943), beato

Nato nel maggio 1907 a St. Radegund, Austria, Franz Jägerstätter da giovane conduce una vita tutt’altro che esemplare, dimentico delle buone cose imparate nella sua famiglia cattolica. A un certo punto, qualcosa lo induce a rivedere la propria vita e a darle una vigorosa sterzata, che lo riporti alle sue radici cattoliche. Vita nuova, dunque, nel segno di un forte impegno religioso, che accentua aderendo all’Ordine francescano secolare. Nel 1936 sposa Franziska Schwaninger, con la quale ha tre bambine. Poi arrivano i giorni tremendi dell’Anschluss, dell’annessione dell’Austria alla Germania nazista e della guerra. Franz, l’unico in paese a votare «no» al referendum per l’annessione, teme di dover partecipare al conflitto come soldato tedesco, dopo aver giurato fedeltà al Fuhrer. Cosa che aborrisce, così come detesta il nazismo e le sue nefande ideologie che hanno portato all’assurda guerra. Nel febbraio del 1943 inesorabile giunge la chiamata alle armi, ma Franz, coerentemente con la sua fede, decide di non presentarsi. Ai primi di marzo, l’arresto per renitenza alla leva e l’internamento nel carcere di Linz. Le SS mettono in atto lusinghe e minacce per farlo recedere dalla sua decisione; gli presentano anche due sacerdoti che tirano in ballo le figlie per convincerlo a cedere. Franz è irremovibile. Si farebbe tagliare la testa piuttosto che giurare fedeltà al Reich. E il 9 agosto, a Berlino, nello stesso carcere dove vengono uccisi il pastore luterano Dietrich Bohnöffer e il prete cattolico Max Joseph Metzger, Franz finisce ghigliottinato.