Il Santorale Francescano
La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…
Giovanni da Perugia, sacerdote francescano, e Pietro da Sassoferrato, religioso francescano, martiri di Spagna (sec. XIII), beati

Le vicende di fra Giovanni e fra Pietro ci riportano ai primordi dell’Ordine francescano, alla passione missionaria istillata da Francesco nei suoi frati, inviati ad annunciare a tutti la sconvolgente novità del Vangelo. Giovanni, sacerdote, è ricevuto all’Ordine dallo stesso san Francesco. Per il suo zelo e la sua preparazione è scelto nel 1220 a prendere parte alla prima spedizione missionaria in terra di Spagna guidata da fra Bernardo da Quintavalle. Con loro, c’è anche fra Pietro da Sassoferrato. Stabilitisi nella cittadina cristiana di Teruel, vi rimangono per qualche tempo dedicandosi alla cura dei lebbrosi. Si trasferiscono poi a Valencia sotto il dominio dei mussulmani, dove il Sultano Ceid Abu Zeyd sta attuando una feroce persecuzione contro i cristiani, comminando la pena di morte a chiunque osi parlare in pubblico di Cristo. Incuranti del pericolo, i due frati nella pubblica piazza predicano la verità del Vangelo e controbattono gli errori dell’Islam. Inevitabile la loro cattura. Incarcerati, sono posti di fronte alla scelta: rinnegare la fede in Cristo o la morte. Nessun dubbio: scelgono di testimoniare Cristo anche con la morte. Il 29 agosto 1229, dopo aver pregato per la conversione del Sultano, che alcuni anni dopo abbraccerà il cristianesimo, vengono ambedue giustiziati.