Mt 10,16-23

Semplicità e prudenza

Semplicità e prudenza

Venerdì XIV Settimana del Tempo Ordinario
Gen 46,1-7.28-30          Sal 36       Mt 10,16-23

Semplicità e prudenza: oggi il Vangelo ci indica queste due vie per vivere nel mondo con il Signore e i fratelli. Sono due valori che non è scontato vivere evangelicamente. A volte, in nome della semplicità, ci accontentiamo di rapporti superficiali, non sempre edificanti e a volte, per paura, non ci mettiamo in gioco con gli altri. Semplicità significa senza piega, senza antri dove nascondersi, cioè essere aperti, sinceri, puri proprio come le colombe.
La prudenza indica l’atteggiamento della persona che riflette prima di agire e non prende decisioni affrettate; sa decidere con realismo e non ha paura di rischiare. Ci aiuta a rapportarci tenendo conto della realtà mia e dell’altro. Ecco allora che il discepolo è chiamato a comportarsi in modo che si manifesti la sua fiducia nel Signore e usando bene, nelle relazioni, dei doni ricevuti. Questo ci aiuta a stare con mitezza nel mondo, soprattutto nelle persecuzioni, perché gli altri, vedendoci, siano attratti al Signore, agnello mansueto!

Spirito Santo, illumina i nostri atteggiamenti e le nostre scelte.

Dalla Leggenda maggiore di San Bonaventura [FF 1188]
Una volta i frati gli chiesero se aveva piacere che le persone istruite, entrate nell’Ordine, si applicassero allo studio della Scrittura; ed egli rispose: “Ne ho piacere, sì; purché, però, sull’esempio di Cristo, di cui si legge non tanto che ha studiato quanto che ha pregato, non trascurino di dedicarsi all’orazione e purché studino non tanto per sapere come devono parlare, quanto per mettere in pratica le cose apprese, e, solo quando le hanno messe in pratica, le propongano agli altri. Voglio che i miei frati siano discepoli del Vangelo e progrediscano nella conoscenza della verità, in modo tale da crescere contemporaneamente nella purezza della semplicità. Così non disgiungeranno la semplicità della colomba dalla prudenza del serpente, che il Maestro insuperabile ha congiunto con la sua parola benedetta”.

ARTICOLO DI: Comunità francescana delle sorelle

“Siamo sorelle francescane... Sorelle perché condividiamo la gioia della consacrazione totale della nostra vita a Dio, vivendo insieme in comunità. Nell'apostolato e nella laicità della vita ordinaria, desideriamo essere sorelle di tutti testimoniando e aiutando a conoscere la consolazione di Dio per ciascuno. Francescane perché ci piace e cerchiamo di imitare il modo semplice e radicale di seguire il Signore Gesù che San Francesco e Santa Chiara ci hanno indicato. "Pane e Parola" è una preghiera che abbiamo scelto di vivere accanto alle lodi mattutine. Il Vangelo del giorno, pregato e meditato comunitariamente davanti a Gesù Eucaristia, è per noi il mandato quotidiano che ci incoraggia e sostiene nel vivere la nostra vocazione. Nello spirito di comunione e collaborazione con i frati, accogliamo volentieri l'invito a condividere il testo che prepariamo ogni giorno per questa preghiera. www.comunitasorelle.org”

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